venerdì 6 febbraio 2015

Gnocchetti sardi, pannocchie e gamberi croccanti con melanzane di Catia Ciofo



Un buonissimo piatto mediterraneo che piacerà moltissimo agli amanti del pesce, inviato da Catia Ciofo.

Ingredienti
4 pannocchie
5 gamberi
1 melanzana lunga
olio extra vergine d'oliva (per friggere e per condire a crudo)
gnocchetti sardi secchi 
prezzemolo
sale
peperoncino
vino bianco
cipolla rossa
brodetto con le teste delle pannocchie, odori e champignon grattugiati, un pizzico di pepe nero
Per la guarnizione
riduzione di aceto balsamico
fiori bianchi (commestibili)


Preparazione
In una padella scaldare l'olio extra vergine d'oliva la cipolla rossa finemente tritata e gli chiampignon anch'essi tritati e mezza melanzana grattugiata. Salate e fate cuocere per pochi minuti.
Aggiungete le pannocchie private della testa e 2 gamberi; quando avranno preso colore aggiungete il vino bianco e lasciate sfumare.

In una pentola mettete mezzo litro d'acqua, cipolla, sedano, carota e la testa delle pannocchie, sale e fate bollire (questo brodo ci aiuterà nella mantecatura della pasta).

In una padella scaldate dell'olio, fate a fette molto sottili metà della melanzana e dopo averla fatta "sudare" al sale, friggetela.
Friggete anche i gamberi restanti privandoli del guscio.

Nel frattempo cuocete al dente gli gnocchetti sardi.
Scolateli e terminate la cottura in padella con il trito fatto e quasi cotto allungando con il brodetto; a fine cottura  aggiungete un pizzico di pepe e il prezzemolo.
Due gamberi fritti vanno tagliati a rondelle e uniti alla pasta nel cuccchiaio come alcune malanzane per l'impiattamento.
 
Buon appetito!
 

giovedì 5 febbraio 2015

Ricotta di Bufala DOP

La materia prima per la produzione della Ricotta di Bufala DOP è costituita dal «primo siero» proveniente dalla lavorazione del latte di bufala, ottenuto dalla mungitura manuale e/o meccanica di bufale di Razza Mediterranea Italiana allevate nell’areale di produzione della Mozzarella di Bufala Campana DOP. 

Essa si distingue dalle altre varietà di ricotta per le particolari caratteristiche strutturali di cremosità e morbidezza, per il colore bianco porcellana, e per le spiccate proprietà sensoriali descrivibili come fragranza di latte e dolcezza. 
 
La specificità deriva dal fatto che il siero di latte di bufala ha caratteristiche di composizione (grassi e proteine), quali-quantitativamente diverse dai sieri di latte di vacca e pecora usati per l’ottenimento delle altre tipologie di Ricotta. Il siero di bufala è infatti più ricco in grasso (fino a 2,5 %) rispetto a quelli di vacca e pecora a causa del maggior tenore di grasso (oltre 8 %) del latte di origine.

Abbacchio Romano IGP

Il nome abbacchio, con tutta probabilità, deriva dal latino baculum, termine che designava il palo cui venivano assicurati gli agnelli per non farli scappare (legati appunto ad baculum).

A Roma e provincia, in particolare, l’abbacchio è l’agnello da latte o, almeno, così era una volta, mentre oggi sono chiamati abbacchi anche gli esemplari già svezzati. Pertanto, gli abbacchi più pregiati sono gli agnelli macellati ancora “lattonzoli”, ossia non superiori al mese di vita, mentre di minor valore commerciale risultano quelli di circa due mesi di età. 

La carne dell’abbacchio da latte si riconosce perché è molto chiara, rosa pallidissimo tendente al bianco, ed è tenerissima. Con il procedere delle settimane il colore rosa si fa più intenso e tende al rosso.

Potete provare a cucinarlo nella classica ricetta "scottadita", come quella proposta dal Master Chef Valter Potenza http://dererumcucina.blogspot.it/2015/01/abbacchio-alla-romana.html
 

Formaggio Ragusano DOP

Il ragusano è un formaggio a pasta filata ottenuto da latte vaccino intero addizionato di caglio ovino o caprino. 

La cagliata viene frammentata in piccoli grani grossi quanto lenticchie; si aggiunge quindi acqua calda, poi viene scolata e messa in canestri per circa 20 ore. Successivamente avviene la filatura, con passaggio in acqua calda del formaggio precedentemente affettato; le grosse sfere ottenute sono poste in forme a base rettangolare. Seguono la salatura, che avviene in bagno di salamoia, e la stagionatura, di almeno cinque mesi. 

All’atto dell’acquisto si presenta a forma di parallelepipedo e pesa da 10 a 16 chilogrammi, con crosta sottile marrone o giallognola e pasta paglierina, compatta, morbida nei primi mesi, che si indurisce con la stagionatura. 

Il profumo è intenso; il sapore, dolce quando è giovane, diventa piccante con il protrarsi dell’affinamento. Si conserva in ambienti freschi e asciutti; per brevi periodi anche in frigorifero.

Robiola di Roccaverano DOP

La Robiola di Roccaverano, di origine celtica e già nominata da Plinio il Vecchio, è un formaggio a pasta molle prodotto in alcuni comuni dell’Astigiano e dell’Alessandrino con latte misto (latte vaccino massimo 85 per cento) parzialmente scremato proveniente da due mungiture. 

Matura in appositi stampi per 3 giorni dopo i quali viene subito messa in commercio in forme cilindriche di 250-400 grammi. Non presenta crosta e ha pasta bianca, dalla consistenza morbida, finemente granulosa; il sapore è delicato e acidulo. 

La Robiola si presta a essere conservata sott’olio, immersa in latte di pecora o altre salse ed eventualmente aromatizzata con erbe.