mercoledì 4 febbraio 2015

Cuori fiammanti di Giuseppe Mazzarella




Partendo da alcune ricerche sulla crema bruciata sarda, le cui origini risalgono alla crema catalana, si è giunti a questa reinterpetazione in chiave moderna attraverso un finger food composto dai classici voul au vent riempiti con crema catalana.
Un'idea intrigante e scenica per la festa degli innamorati!



Ingredienti x 12-15 finger food
250 g di pasta sfoglia
500 ml di latte
6 tuorli d’uovo
200 grammi di zucchero
50 grammi di amido di mais (maizena)
la buccia di un limone intero
una stecca di cannella
zucchero di canna q.b.
alcool puro q.b.

Preparazione
Con l’aiuto di un coppa pasta o taglia biscotti, preferibilmente a forma di cuore, di 6 cm di diametro tagliare la pasta sfoglia (si consiglia di usare quella già pronta, in alternativa la si può fare seguendo la classica ricetta e stendendola dello spessore di 5 mm), ritagliare la metà degli stampi con un coppa pasta più piccolo (4 cm di diametro).
Spennellare con acqua il bordo delle sfoglie intere e, aiutandosi con lo stesso coppa pasta del taglio, adagiarvi sopra le sfoglie tagliate una seconda volta eliminando la parte centrale e lasciando il bordo esterno.

Lasciare riposare in frigo per circa 30 minuti, bucherellare con una forchetta la parte interna e cuocere in forno a 180 °C per circa 20-30 minuti: togliere dal forno quando sono dorati.
Appena freddi, asportare con uno spelucchino o altro coltello a punta alcuni strati della sfoglia nella parte centrale per aumentare lo spazio disponibile.

Mettere sul fornello il latte con la cannella e la buccia di limone. Toglierlo dal fuoco poco prima che inizi a bollire e metterlo in una terrina a raffreddare. In un’altra terrina montare a crema i tuorli con lo zucchero.
Quando il latte è freddo, metterne un po’ in una tazzina (per sciogliere la maizena) e il rimanente versarlo in una casseruola assieme ai tuorli montati con lo zucchero, mettere il tutto sul fuoco a fiamma bassissima mescolando continuamente. Al momento che la crema inizierà ad addensare, aggiungere, continuando a mescolare, la tazzina di latte con la maizena precedentemente sciolta.
Continuare a cuocere a fuoco lentissimo e a mescolare facendo attenzione a non portare ad ebollizione la crema, dopo circa 15 minuti la crema inizierà a diventare gialla e densa, questo indicherà la fine della cottura.

Fare intiepidire la crema, versarla nei cuori di sfoglia e metterla in frigo per un paio d’ore.

Al momento di servire, tirare fuori dal frigo e cospargere lo zucchero di canna sopra la crema, facendo attenzione a non fargli toccare la sfoglia. Con l’aiuto di un contagocce, bagnare lo zucchero di canna con alcool puro facendo attenzione a non farlo andare sulla sfoglia, accendere lo zucchero e servire immediatamente con la fiamma accesa (facendo molta attenzione a non farla spegnere!).
Una volta bruciato l’alcool la fiamma si spegnerà da sola lasciando lo zucchero caramellato.
Un consiglio: si può sostituire la crema catalana con una classica crema pasticcera o cun una qualsiasi altra crema!

Buon appetito!

Miacce valsesiane

Pesco questa ricetta dalle tradizioni della mia famiglia materna che viene dritta dalla Valsesia in provincia di Vercelli.
Si tratta di una preparazione di quelle semplici, montanaro-contadine, forse un poco rustiche per i giorni nostri, ma dal gusto indimenticabile se cucinate come una volta.

Ingredienti

Farina 0, 600 gr
Latte intero, 400 ml
Uova, 2-3
Panna, 50 ml
Acqua 
Sale

Preparazione
Impastate tutti gli ingredienti. L'impasto sarà morbido ma consistente. 
Per la cottura serve l'apposito attrezzo costituito da due dischi di ferro grandi quanto un piatto uniti da un lato e dall'altro ciascuno con un manico di legno che serve a non bruciarsi quando si cuociono (tradizionalmente si preparano sulla fiamma del camino). Si versa una quantità di impasto su uno dei due dischi, già caldi, si chiudono i due dischi e si tengono schiacciati tra loro girando per 2-3 minuti i lati sul fuoco del camino.
Si apre e la "paidina" che si ottiene può essere farcita tradizionalmente con toma d'alpeggio e salumi o con il salignun, cioè con un formaggio grasso, fresco o di breve stagionatura, molto aromatico, a pasta semidura, derivato dalla miscela composta da tome fresche sminuzzate assieme a peperoncino, sale e cumino.

Esiste anche la versione dolce, che si ottiene eliminando il sale dall'impasto e farcendo poi con miele, marmellate di mirtilli o lamponi.

Se non volte farcirle, si possono mangiare anche come pane, un po' come dei grissini.

In casa, si può cucinare anche sulla fiamma del piano cottura, anche se il sapore dato dal camino sarà diverso...

Buon appetito!


Cenci di carnevale

I cenci sono un tipico dolce del periodo di carnevale e questa denominazione è proprio toscana.
Girando l'Italia troverete qualcosa di analogo  ad esempio con il nome di chiacchiere (a Milano) o di frappe (a Roma).

Comunque sempre buonissime!

Ingredienti 
Farina 0, 300 gr
Uova, 2
Zucchero, 1 cucchiaio
Zucchero vanigliato, 200 gr
Sale, un pizzico
Vinsanto o Marsala, un cucchiao
Olio di semi, per friggere

Preparazione
Impastate farina, olio, uova zucchero e liquore e sale fino ad ottenere un impasto liscio ed omogeneo. Lasciate riposare in frigorifero un'ora.
Stendete l'impasto ad uno spessore di massimo 3 millimetri e poi tagliate a rettangoli di 10 x 15 cm circa.
Friggete in olio molto caldo fino a doratura (più sottili sono più veloce è il tempo di frittura), avendo cura di friggere massimo 2 pezzi di pasta per volta.

Servitele calde e spolverate di zucchero a velo. 
Una variante golosa può essere sostituire lo zucchero con una confettura di frutta cosparsa a filo.

Buon appetito!

Gazpacho di anguria con fasolari al lime e Craterellus Cornucopioides (trombette dei morti) di Chiara Zanotti (Masterchef Italia 4)

Questo piatto è stato gentilmente inviato dalla concorrente di Masterchef Italia 4 Chiara Zanotti.
Davvero originale e singolare, accontenta gli amanti dei funghi e dei piatti ricercati.

Ingredienti x 4 persone
Tempo di preparazione 30 minuti
Anguria, 1/4
Pomodori, 350 gr
Cetriolo porivo di semi, 1
Scalogni, 2
Lime, 1
Fasolari, 16
Prezzemolo e basilico, qb
Olio, sale e pepe
Latte, qb
Trombette dei morti (di cui una piccola parte in polvere), una manciata 

Preparazione
Lavate i pomodori e scottateli in abbondante acqua salata. Sbucciateli, togliete i semi e tagliateli grossolanamente.
Tagliate un quarto di anguria eliminando i semi e tagliate a dadini.

Il commento dello Chef Chiara Zanotti: un piatto che unisce i miei ricordi  di vita vissuta in Andalusia, dove il gazpacho diventa la pietanza prediletta del caldo spagnolo, unito ad un ingrediente tipico invece del grigio Novembre, quando le trombette compaiono nei boschi.


Sbucciate il cetriolo e affettatelo fine. Cospargetelo di sale per eliminare l'acqua, poi lavateli con cura.
Frullate tutto aggiungendo prezemolo, basilico, scalogni, un pizzoico di sale, pepe il succo del lime e 3 cucchiai di olio.
Si deve ottenere una salsa molto fine. Mettete a raggreddare in frigo.

Intanto cuocete i fasolari con olio e gambi di prezzemolo e, a parte, le trombette dei morti con un po' di latte.
Impiattate, spolverando con un po' di polvere di funghi.
Servite freddo.

Buon appetito!

 

lunedì 2 febbraio 2015

Bucatini piccanti con cime di rapa

Volete una ricetta sfiziosa, con carattere e semplice?
Ecco qua: dal sapore proprio del nostro bel Sud Italia.

Ingredienti
Bucatini trafilati al bronzo, 80 gr a testa
Cime di rapa, 1 Kg (peso delle cime ancora da pulire)
Olio Evo,
Peperoncino, qb
Sale
Pecorino Romano DOP stagionato, qb

Preparazione
La parte più lunga per la realizzazione di questa ricetta è la pulizia delle cime di rapa, di cui dovete tenere i capolini dei fiori e la parte più tenera delle foglie più tenere (otterrete molto scarto ma è normale).
Cuocete poi le cime in una padella antiaderente con abbondante olio e un paio di spicchi d'aglio (io preferisco non in camicia, in modo da dare un "carattere" al piatto), salando e mettendo il peperoncino tritato (regolatevi secondo i vostri gusti, ma normalmente deve essere piuttosto piccante). Fate soffriggere e stufare aggiungendo un po' d'acqua.

Lessate la pasta in abbondante acqua salata e, scolando al dente, fate saltare la pasta nella padella in cui avete cotto le cime di rapa.

Impiattate e spolverate con abbondante pecorino.

Buon appetito!